Imposta di soggiorno un po’ più salata per finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. E, conseguentemente, Tari più leggera per i cittadini residenti.
La misura, contenuta nella legge di bilancio sin dalle prime bozze e confermata anche nell’ultimo testo diffuso ieri, partirà dal 2025 e sarà strettamente collegata al Giubileo della Chiesa cattolica che si svolgerà a Roma. Ma la possibilità di aumentare fino a due euro in più a notte l’imposta di soggiorno a carico di coloro che soggiornano nelle strutture ricettive potrà essere colta da tutti i comuni capoluogo di provincia, dalle unioni di comuni e dai comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche e delle città d’arte.
Quanto aumenterà l’imposta di soggiorno
L’aumento (facoltativo) previsto dalla Manovra potrà essere al massimo di due euro a notte. Una cifra che si aggiungerà all’attuale ammontare dell’imposta che risulta essere molto differenziato sul territorio. L’imposta base, secondo il dlgs 23/2011 sul federalismo fiscale, può arrivare fino a cinque euro a notte, ma per Roma e Venezia l’importo potenziale sale fino a 10 euro. Stesso discorso per Rimini, Firenze e pochi altri comuni che possono godere del trattamento di favore previsto dalla legge di bilancio 2023 (comma 787 della legge 197/2022) per i comuni capoluogo di provincia che abbiano avuto presenze turistiche 20 volte superiori a quello dei residenti. L’aumento fino a due euro andrebbe ad aggiungersi a quanto già si paga oggi. Il che significa che l’importo massimo potrà arrivare a 12 euro a Roma, Venezia e Rimini e a 7 euro negli altri comuni turistici.
“La misura non vuole mortificare il turismo ma equilibrare l’impatto che esso ha sulle grandi città”, ha spiegato a ItaliaOggi Emmanuel Conte, assessore al bilancio del comune di Milano che proprio giovedì ha approvato le nuove tariffe dell’imposta di soggiorno, portando a 4,5 euro a notte l’imposta per le locazioni brevi e gli hotel 3 stelle, mentre per gli hotel a 1 stella, 2 stelle e gli ostelli dal 1 gennaio 2024 l’aumento sarà di 50 centesimi. Per gli hotel 4 e 5 stelle si continuerà a pagare 5 euro perché questo è il tetto massimo consentito dalla legge a Milano dove, quindi, per un hotel di lusso si paga la metà di quanto si paga a Roma.
“L’imposta di soggiorno è uno degli ultimi elementi di autonomia impositiva rimasti ai comuni”, ha proseguito Conte, “ed è giusto prevedere che quota dell’imposta possa essere destinata alla copertura dei costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti”. Il legame tra presenze turistiche e incremento della raccolta rifiuti è evidente, soprattutto nelle grandi città. In realtà la vecchia normativa già prevedeva la possibilità di finanziare con l’imposta di soggiorno i “servizi pubblici locali”, ma l’ampiezza di tale definizione ha sempre frenato i comuni nel destinare parte del gettito alla copertura dei costi del servizio rifiuti. Ora invece la norma della Manovra mette le cose definitivamente in chiaro.
I possibili emendamenti
La norma potrebbe essere modificata nel corso dell’esame parlamentare. C’è chi spera in un anticipo già dal 2024 ma è molto più probabile, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la possibilità di estendere la chance di aumento anche oltre il Giubileo 2025 per arrivare fino alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026. “Ci stiamo lavorando e faremo presentare dai parlamentari milanesi emendamenti in tal senso anche perché si tratta di una misura a impatto zero sui conti dello Stato”. Con risparmi immediati per i cittadini residenti.
Fonte Italia Oggi 28 ottobre 2023