Dichiarazione dei redditi, dal 2024 scadenza al 1° ottobre e non più a novembre

Un nuovo calendario fiscale con invii delle dichiarazioni in futuro (sicuramente per Redditi, allo studio anche il Precompilato e forse già per li 2024) entro il 1° ottobre e nuovi termini anche per i principali versamenti tra maggio e giugno. Mentre, per la prassi amministrativa, le circolari diventano fluide, cioè diramate dopo una procedura di consultazione con i professionisti e i portatori di interessi. Per quanto riguarda il concordato preventivo biennale si tratterà di manifestare una scelta, con ogni probabilità, a luglio. Per poi inviare la dichiarazione con la scelta a ottobre. Si sta valutando se allegare la proposta di concordato con gli Isa (pagelle fiscali) e poi inserire una casella in dichiarazione. Infine, un agosto di sospensione di adempimenti per i contribuenti e i professionisti. Il prossimo decreto legislativo all’esame del consiglio dei ministri sarà, come ha annunciato ieri il viceministro Maurizio Leo al congresso dei commercialisti a Torino, quello di attuazione della legge delega sugli adempimenti accanto a quello della riscrittura dello statuto del contribuente o, meglio, del rafforzamento dello statuto del contribuente in una chiave di promozione a legge di rango superiore, ma non ancora costituzionale.

Per Leo dunque: «cambiamo rotta per modificare il calendario e i tempi per le dichiarazioni e per effettuare i pagamenti». L’orientamento in valutazione, mentre si sta chiudendo il decreto legislativo, è quello di prevedere una data di invio al 1° ottobre per Redditi, che potrà poi essere unificato anche con il Precompilato, con l’obbligo per l’Agenzia delle entrate nel 2024 a rendere disponibile i modelli entro aprile (nel 2025 entro marzo).

A margine del convegno il vice ministro ha poi parlato della soglia a 50 mila euro per la franchigia di deduzioni e detrazioni da 260 euro: «nel momento in cui abbiamo ridotto le aliquote da quattro a tre, e ovviamente il soggetto che ha oltre i 50 mila ha tratto un vantaggio dalle due aliquote accorpate, abbiamo messo la soglia di 260 per aiutare le fasce medio basse».

Leo ha, infine, voluto ricordare il rapporto con i commercialisti come cinghia di trasmissione tra il fisco e i contribuenti: «Il presidente del consiglio Giorgia Meloni segue con interesse l’attività dei commercialisti, come dico spesse siete la cinghia di trasmissione del rapporto fisco-contribuente». Dunque,«attraverso la delega fiscale e i successivi decreti attuativi, il nostro obiettivo è avviare un nuovo rapporto», che permetterà di passare «dal disordine all’ordine». (Fonte Italia Oggi)

 

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