Imposta di soggiorno più cara (e Tari più leggera)

Imposta di soggiorno un po’ più salata per finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. E, conseguentemente, Tari più leggera per i cittadini residenti.

La misura, contenuta nella legge di bilancio sin dalle prime bozze e confermata anche nell’ultimo testo diffuso ieri, partirà dal 2025 e sarà strettamente collegata al Giubileo della Chiesa cattolica che si svolgerà a Roma. Ma la possibilità di aumentare fino a due euro in più a notte l’imposta di soggiorno a carico di coloro che soggiornano nelle strutture ricettive potrà essere colta da tutti i comuni capoluogo di provincia, dalle unioni di comuni e dai comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche e delle città d’arte.

La vera novità della norma contenuta nella Manovra 2024 riguarda però la possibilità di finanziare con l’incremento, oltre ai servizi pubblici locali e ad interventi in materia di turismo, di sostegno alle strutture ricettive, di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali (vincoli di destinazione già previsti dalla legge) anche la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Una chance, quest’ultima, che entrerà in vigore già dall’anno prossimo senza attendere il Giubileo del 2025. La disposizione (art.84) della bozza di Manovra 2024 mette nero su bianco le ipotesi di lavoro emerse ad aprile nel corso di un incontro tra il sottosegretario al Mef con delega alla finanza locale, Sandra Savino e gli assessori al bilancio delle città metropolitane. Il tavolo di lavoro tra Mef e amministratori locali aveva ipotizzato la possibilità di dirottare quota parte dell’imposta di soggiorno anche sul finanziamento dell’illuminazione pubblica (una prospettiva molto gradita dagli assessori al bilancio) ma la norma della Manovra 2024 non si è spinta fino a questo punto.

Quanto aumenterà l’imposta di soggiorno

L’aumento (facoltativo) previsto dalla Manovra potrà essere al massimo di due euro a notte. Una cifra che si aggiungerà all’attuale ammontare dell’imposta che risulta essere molto differenziato sul territorio. L’imposta base, secondo il dlgs 23/2011 sul federalismo fiscale, può arrivare fino a cinque euro a notte, ma per Roma e Venezia l’importo potenziale sale fino a 10 euro. Stesso discorso per Rimini, Firenze e pochi altri comuni che possono godere del trattamento di favore previsto dalla legge di bilancio 2023 (comma 787 della legge 197/2022) per i comuni capoluogo di provincia che abbiano avuto presenze turistiche 20 volte superiori a quello dei residenti. L’aumento fino a due euro andrebbe ad aggiungersi a quanto già si paga oggi. Il che significa che l’importo massimo potrà arrivare a 12 euro a Roma, Venezia e Rimini e a 7 euro negli altri comuni turistici.

“La misura non vuole mortificare il turismo ma equilibrare l’impatto che esso ha sulle grandi città”, ha spiegato a ItaliaOggi Emmanuel Conte, assessore al bilancio del comune di Milano che proprio giovedì ha approvato le nuove tariffe dell’imposta di soggiorno, portando a 4,5 euro a notte l’imposta per le locazioni brevi e gli hotel 3 stelle, mentre per gli hotel a 1 stella, 2 stelle e gli ostelli dal 1 gennaio 2024 l’aumento sarà di 50 centesimi. Per gli hotel 4 e 5 stelle si continuerà a pagare 5 euro perché questo è il tetto massimo consentito dalla legge a Milano dove, quindi, per un hotel di lusso si paga la metà di quanto si paga a Roma.

“L’imposta di soggiorno è uno degli ultimi elementi di autonomia impositiva rimasti ai comuni”, ha proseguito Conte, “ed è giusto prevedere che quota dell’imposta possa essere destinata alla copertura dei costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti”. Il legame tra presenze turistiche e incremento della raccolta rifiuti è evidente, soprattutto nelle grandi città. In realtà la vecchia normativa già prevedeva la possibilità di finanziare con l’imposta di soggiorno i “servizi pubblici locali”, ma l’ampiezza di tale definizione ha sempre frenato i comuni nel destinare parte del gettito alla copertura dei costi del servizio rifiuti. Ora invece la norma della Manovra mette le cose definitivamente in chiaro.

I possibili emendamenti

La norma potrebbe essere modificata nel corso dell’esame parlamentare. C’è chi spera in un anticipo già dal 2024 ma è molto più probabile, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la possibilità di estendere la chance di aumento anche oltre il Giubileo 2025 per arrivare fino alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina del 2026. “Ci stiamo lavorando e faremo presentare dai parlamentari milanesi emendamenti in tal senso anche perché si tratta di una misura a impatto zero sui conti dello Stato”. Con risparmi immediati per i cittadini residenti.

Fonte Italia Oggi 28 ottobre 2023

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